letteratura amalgama 6

 

Nerdrum P, "Amalgama e malattie psicosomatiche", Nordisk Psykiatrisk Tidsskrift 1989; 43; 453-8

 

“Donna di 56 anni; amalgama in contatto con oro, amalgama ed oro in 4 incisivi; a 41 anni, dolore da tachicardia, a 44, affaticamento, dolore mascellare, ghiandole sottomascellari gonfie. Dolori cardiaci ed ai legamenti. A 49, costretta a letto, con insonnia, visione indistinta, sensibile ai rumori, secchezza in bocca, gusto metallico, lingua che brucia, diarrea, difficoltà nella respirazione, urinazione frequente, debolezza muscolare, poco appetito, perdita di 6 chili all'anno; all'età di 53-55: rimozione di oro ed amalgama, tranne che negli incisivi: netto miglioramento, specialmente nella visione e nell'uso del braccio destro; all'età di 55 l'amalgama e l'oro negli incisivi furono rimossi: miglioramento ancora maggiore, ancora affaticata, con mal di testa, diarrea, dolore della mascella e dei legamenti”.

 

 

 

 

* Nimmo A, Werley MS, Martin JS, Tansy MF, "Inalazione di particolato durante la rimozione di otturazioni di amalgama", J Prosthet Dent 63 (1990) pp228-33 (AR58)

 

ABSTRACT 

Un aerosol che contiene particelle di amalgama è creato quando un trapano ad alta velocità è usato per rimuovere una otturazione dentale di amalgama. Queste particelle, che sono più piccole di 10 µm, sono considerate essere perfettamente respirabili. Questo significa che una considerevole percentuale di particelle ha il potenziale di viaggiare fino agli alveoli terminali, dove questi possono accumularsi

Esposizione a lungo termine a particelle perfettamente respirabili può compromettere la funzione respiratoria di una persona. Le otturazioni di amalgama sono state inserite nel dente di un manichino costruito per simulare la testa e il tratto respiratorio di un paziente. Le otturazioni di amalgama sono state rimosse in diverse condizioni sperimentali: senza irrigazione, con irrigazione, con forte aspirazione sotto vuoto, e con irrigazione e sotto forte aspirazione e diga di gomma. L'esposizione alle particelle è stata valutata nel simulacro del tratto respiratorio del paziente e del dentista che sono stati attrezzati con campionatore di particelle ambientali. L'uso di irrigazione ed aspirazione ad alta velocità significativamente ridusse l'esposizione del paziente alle particelle. L'uso di diga di gomma, insieme a irrigazione ed aspirazione ad alta velocità, fu responsabile per un’ulteriore significativa riduzione dell'esposizione alle particelle.

 

 

 

 

* Nylander M, Friberg L, Lind B, "Concentrazioni di mercurio in cervelli umani e reni in relazione all'esposizione da otturazioni dentali di amalgama", Swed Dent J, 11:179-187, 1987 (KK10)

 

ABSTRACT

Campioni del sistema nervoso centrale e della corteccia renale sono stati raccolti da autopsie ed analizzati per misurare il contenuto di mercurio totale usando tecniche di attivazione neutronica. I risultati dei 34 individui hanno mostrato una regressione statisticamente rilevante tra il numero di amalgame dentali e la concentrazione di mercurio nella corteccia del lobo occipitale (media 10.9 ng Hg/g). L'equazione della regressione, y=7.2 + 0.24x, ha un intervallo di confidenza del 95%. In 9 casi con sospetto abuso di alcol, i livelli di mercurio nel lobo occipitale sono stati, nella maggior parte dei casi, leggermente più bassi di quelli previsti dall'equazione. Tale osservazione può essere spiegata da una inibizione dell'ossidazione dei vapori di mercurio in presenza di alcol. La regressione tra amalgame e livelli di mercurio è rimasta anche dopo aver escluso questi casi. La corteccia renale di 7 portatori di amalgama aveva in media un livello di mercurio significativamente più elevato di quello dei non-portatori (433 contro 49 5 ng Hg/g,). In 6 casi è stata effettuata l'analisi sia di mercurio inorganico che totale. È stata trovata un'alta percentuale di mercurio inorganico (media 77%, deviazione standard 17%). Conclusioni: la causa della correlazione tra numero di amalgame ed accumulo di mercurio nei tessuti è il rilascio di vapori di mercurio dalle otturazioni dentali di amalgama.

 

 

 

 

* Nylander M, "Il mercurio nelle ghiandole pituitarie dei dentisti", The Lancet, 22 feb. 1986 442 (N43)

 

ABSTRACT

Il contenuto di Hg nel lobo occipitale è stato analizzato in 7 studi di autopsie. I dentisti avevano quantità di mercurio nelle ghiandole pituitarie sorprendentemente grandi rispetto ai livelli nei lobi occipitali. Una possibile spiegazione per la differenza tra contenuto di Hg della ghiandola pituitaria ed il lobo occipitale nei dentisti è il diverso grado di penetrazione dalle arterie. Inoltre, Hg da vapori di amalgama dentale potrebbe essere stato assorbito dalla mucosa nasale e direttamente trasportato alla cavità craniale e pituitaria.

 

 

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Tjalve H, Henriksson J, "Assunzione di metalli nel cervello per via olfattiva", Neurotoxicology, aprile-giugno 1999; 20(2-3):181-95 

 

ABSTRACT (Dpt. of Pharmacology and Toxicology, Uppsala University, Sweden. Hans.Tjalve@farmtox.slu.se)

Nell'epitelio olfattivo i dentriti dei neuroni primari olfattori sono in contatto con il lumen nasale, e via gli assoni questi neuroni sono anche collegati ai bulbi olfattivi del cervello. Sostanze che vengono in contatto con l'epitelio olfattivo possono essere assorbite dai neuroni olfattivo e trasportate ai bulbi olfattivo e persino oltre in altre aree del cervello. Oggetto di questo studio è il meccanismo di assimilazione e trasporto dei metalli nel sistema olfattivo. I metalli considerati sono principalmente manganese, cadmio, nickel e mercurio. Cadmio e mercurio sono trasportati insieme ai neuroni olfattivo primari alle loro terminazioni nei bulbi olfattivi, ma questi metalli non sembra siano capaci di continuare insieme ai neuroni olfattivi secondari. Inalazione da esposizione professionale di nichel o cadmio può essere tossica al senso olfattivo. Non è ancora noto però se il mercurio è tossico al sistema olfattivo nei mammiferi, anche se è noto che questo metallo altera l'olfatto e i comportamenti derivanti dall'olfatto nei pesci.

 

 

 

 

 

Olsson S, Berglund A, Bergman M, "Rilascio di elementi a causa di corrosione elettrochimica di amalgama dentale", J Dent Res 73(1):33-43 (1994)

 

ABSTRACT 

La modalità di corrosione dell'amalgama dentale in mezzi acquosi è stata interpretata teoricamente per mezzo di diagrammi log(ai/a(ref))-pe, per i quali sono stati date le definizioni sulle quali i diagrammi sono basati. Tutti i composti minimamente solubili che ci si aspettava si formassero nelle reazioni con il solvente sono stati elencati. Di tutti i prodotti di corrosione che la letteratura attuale riporta che si formino fu riscontrata la formazione e le condizioni per cui si formano sono state stabilite. Emerse che era necessario escludere altri composti leggermente solubili che teoricamente potevano formarsi. Due composti, CuSCN e AgSCN, che non sono stati riportati precedentemente furono trovati essere possibili prodotti di corrosione. 

 

 

 

 

Omura Y, Beckman SL, "Ruolo del mercurio in infezioni resistenti ed efficace trattamento di infezioni virali delle famiglie di chlamydia trachomatis ed herpes per mezzo della rimozione localizzata di depositi di Hg con chinese parsley", Acupunct Electrother Res, 20(3-4):195-229, 1995

 

"Gli antibiotici usati per trattare varie infezioni spesso erano inefficaci in presenza di depositi anomali localizzati di metalli pesanti quali Hg e Pb, che furono spesso osservati coesistere con Chlamydia trachomatis, Herpes simplex tipi I e II, Cytomegalovirus (CMV) ed altri microorganismi".

 

 

 

 

Ørstavik D, "Proprietà antibatteriche e rilascio di elementi da alcune amalgame dentali", Acta Odontol Scand, 43: 231-239 (1985)

 

ABSTRACT 

Nove amalgame dentali commerciali sono state valutate per le proprietà antibatteriche in vitro. Sono stati usati un test battericida su batteri della saliva, un test di inibizione di crescita dello Streptococcus mutans OMZ 176, e un test battericida a tempo su Strep. mutans. Tutte le amalgame mostrarono una certa capacità antibatterica. Dispersalloy e Revalloy risultarono fortemente antibatteriche in tutti i test; ANA 2000 e Sybraloy uccideva Strep. mutans ma erano meno potenti nel test sulla saliva e negli esperimenti di inibizione di crescita. Le amalgame di rame, Neo-Silbrin e Cupromuc, erano le più attive nei test della saliva ma meno attive negli studi di inibizione di crescita. Spheraloy, Indiloy e Amalcap mostrarono attività intermedia nei test battericidi della saliva ma erano relativamente deboli negli studi di inibizione di crescita. L'analisi di Hg, Ag e Cu in soluzione, negli studi di inibizione di crescita, hanno mostrato il rilascio di Hg da amalgame di rame e, particolarmente, da Revalloy; Indiloy rilasciava Ag, mentre Neo-Silbrin, Cupromuc, Sybraloy e ANA 2000 rilasciavano più Cu delle altre marche.

 

 

 

 

Örtendahl TW, Högstedt P, Odelius H, Norén JG, "Effetti di campi magnetici da materiale elettrico di sommozzatori sulla corrosione in vitro di amalgama dentale", Undersea Biomed Res 1988 Nov 15:6 443-55 

 

ABSTRACT

Gusto metallico è stato riportato da sommozzatori che lavoravano con equipaggiamento elettrico per tagliare e saldare. Un modello in vitro è stato creato per stimolare la situazione intraorale dei subacquei relativamente ai campi magnetici. Analisi potenziostatiche sono state effettuate su campioni di amalgama esposti a campi magnetici AC e DC. La variazioni morfologiche sono state valutate usando microscopia ottica con interferenza differenziale microscopia SEM. Le variazioni chimiche sulla superficie dei campioni di amalgama sono state analizzate con spettrometria di massa di ione secondario. I risultati dimostrano che amalgama dentale esposta ad uno specifico campo magnetico AC fu soggetta a cambiamenti morfologici e chimici negli strati di superficie.

 

 

 

 

Ortendahl TW, Hogstedt P, Holland RP, "Rilascio di vapori di mercurio da amalgama dentale in vitro causato da campi magnetici generati da CRT e procedure di taglio elettrico", Swed Dent J., 1991 p 31 Abstract 22

 

ABSTRACT

Persone che lavorano di fronte a tubi di raggi catodici (CRT) e che riportano esserne negativamente influenzati, a volte si lamentano di sintomi correlabili con il galvanismo orale. Un altro gruppo di lavoratori, esposti professionalmente a campi magnetici sono i sommozzatori, che usano apparecchi per tagliare e saldare elettricamente sott'acqua. È stato riportato (Ortendahl et. al. J. Undersea Biomed Res 1988;15:443-456) che la densità di flusso del campo magnetico intraorale, data una certa corrente e con una specifica distanza tra la cavità orale e la corda elettrica, era di 1.12 mT con uno specifico spettro di frequenza. Esposizione a campioni di amalgama a campi magnetici con 1.15 mT (50 Hz) causavano variazioni morfologiche e chimiche sulla superficie delle amalgame dentali. Perciò, lo scopo dello studio era di analizzare se lavorare davanti ad uno schermo CRT avesse un qualche effetto sul rilascio di vapori di mercurio da amalgama dentale. Un altro obiettivo era anche valutare se un campo magnetico con uno spettro complesso di frequenze e una densità di flusso di 1.15 mT influenzasse il rilascio di vapore di mercurio. Il rilascio di vapori di mercurio (Hg0) è stato registrato continuamente e determinato con un apparecchio analizzatore di vapori di mercurio a base di lamina aurea (Jerome 411). Come controllo sono stati utilizzati campioni di amalgama non esposti a campi magnetici ma immersi in saliva artificiale ed un gruppo di controllo che non erano esposti né a campi magnetici, né saliva artificiale. Risultati e conclusioni: 2 dei 5 monitor CRT aumentavano significativamente i vapori di mercurio rilasciati da tutti i tre tipi di amalgama. Di questi due monitor uno era schermato e uno no. 

 

 

 

 

Oskarsson A, Palminger Hallen I, Sundberg J, "Esposizione ad elementi tossici attraverso latte materno", Analyst 120(3):765-770 (1995) 

 

 

ABSTRACT
Il latte materno è un nutriente ideale per il neonato, ma sfortunatamente è anche una strada di secrezione di certe sostanze tossiche. Molta poca attenzione è stata data al latte materno come fonte di esposizione ad elementi tossici. L'escrezione dose-dipendente nel latte materno e l'assorbimento nel neonato di mercurio inorganico, metilmercurio e piombo sono stati studiati in un modello sperimentale per topi. Il trasporto di mercurio dal plasma al latte è stato trovato essere più elevato nelle genitrici esposte a mercurio inorganico che non a metilmercurio. Dall'altra parte, l'assorbimento di mercurio dal latte era più elevato nella prole di madri esposte a metilmercurio che a mercurio elementare. Esposizione postnatale a metilmercurio portava a maggiori e alterate proporzioni di sottopopolazioni timocitarie nella prole di topi ed anche influenzava il livello di noradrenalina e fattore di crescita nervosa nei cervelli in crescita dei topi. Il mercurio nel sangue e latte materno nelle donne che allattavano in Svezia è stato studiato in relazione all'esposizione al mercurio da pesce e amalgama. Sono stati trovati bassi livelli; i livelli medi erano 0.6 ng/ g nel latte e 2.3 ng/ g nel sangue. C'era una correlazione statisticamente significativa tra i livelli di mercurio nel sangue e latte, e in particolare i livelli nel latte erano circa il 30% di quelli nel sangue. Esposizione a mercurio inorganico da amalgama si rifletteva nei livelli di mercurio nel sangue e nel latte. Recenti esposizioni al metilmercurio da consumo di pesce si rifletteva in livelli di mercurio nel sangue ma non nel latte.

 



* Oskarsson A, Schultz A, Skerfving S, Hallen IP, Ohlin B, Lagerkvist BJ, "Mercurio totale ed inorganico nel latte umano in relazione al consumo di pesce e al numero di amalgame nelle donne durante l'allattamento", Arch Environ Health 51(3):234-241 (1996) (BK10)

ABSTRACT
Sono state determinate le concentrazioni di mercurio totale nel latte materno, sangue e capelli di donne sei settimane dopo il parto. Nel latte, in media il 51% del mercurio totale era nella forma di mercurio inorganico, mentre nel sangue in media solo il 26% era presente nella forma inorganica. I livelli di mercurio totale ed inorganico nel sangue e nel latte si correlavano con il numero di otturazioni di amalgama. Una significativa correlazione è stata trovata tra i livelli di mercurio totale nel sangue e nel latte materno (r = .66, p = .0001), i livelli nel sangue erano in media il 27% di quelli nel sangue. È stata trovata una correlazione tra il mercurio inorganico nel sangue e nel latte: il livello medio di mercurio inorganico nel latte era il 55% di quello nel sangue. I risultati indicano che c'era un efficiente trasferimento del mercurio inorganico dal sangue al latte e che, in tale popolazione, il mercurio delle otturazioni di amalgama era la principale fonte di mercurio nel latte. È stato calcolato che l'esposizione dei bambini al mercurio dal latte materno raggiungesse i 0.3 mcg/kg al giorno, di cui circa la metà era mercurio inorganico. Questa esposizione, però, corrisponde a circa metà della dose tollerabile giornaliera raccomandata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità per gli adulti. La nostra conclusione è quindi che bisognerebbe cercare di minimizzare tale carico di mercurio in donne fertili.

 

 


* Patterson JE, Weissberg BG, Dennison PJ, "Il mercurio nel respiro umano da otturazioni di amalgama", Bull Environ Contam Toxicol 1985, 34: 459-468 (EE30)

ABSTRACT
Per una persona che respira giornalmente 20 m3 di aria, l'assorbimento giornaliero di vapori di mercurio da otturazioni di amalgama supererebbe i 27 microgrammi; in effetti la maggior parte dei 172 portatori di amalgama analizzati superavano questi valori. I nostri risultati dimostrano che alcune persone con la più elevata esposizione a vapori di mercurio da amalgame dentali superavano i limiti raccomandati dall'OMS per esposizioni professionali (25 mcg /m3) e che i vapori di mercurio liberati dalle otturazioni di amalgama rappresentano un significativo ed indesiderabile contributo al carico umano di mercurio.




Pendergrass AC, Haley BE, Vimy MJ, Winfield SA, Lorscheider FL, "L'inalazione di vapori di mercurio inibisce il legame di GTP a tubulina nel cervello di topo: parallello con una lesione molecolare nel cervello dei pazienti con Alzheimer", Neurotoxicology. 1997; 18(2):315-324 (ISSN 0161-813X ) & FASEB J. 9(4): A-3845

ABSTRACT
Il metilmercurio interagisce con la tubulina causando distruzione delle unità dei microtubuli che serve per mantenere la struttura nervosa. Numerosi rapporti inoltre stabiliscono che il vapore di mercurio (Hg0) è continuamente rilasciato dalle otturazioni dentali di amalgama d'argento nell'aria intraorale. In questo studio i topi sono stati esposti a Hg0 4 ore al giorno per 0, 2, 7, 14 e 28 giorni ad un flusso di 250 mcg Hg/m3, concentrazione questa presente nell'aria orale di alcuni individui con un elevato numero di otturazioni di amalgama. Le concentrazioni medie di Hg nel cervello di topo aumentarono significativamente (40-100 volte) e proporzionatamente alla durata dell'esposizione a Hg0. Entro il 14° giorno dell'esposizione al Hg0, la fotoaffinità marcante la subunità b del dimero della tubulina con [a32P]8N3GTP nel cervello diminuiva del 75%, come riscontrato da analisi di autoradiogrammi SDS-PAGE. Le lesioni neurochimiche identiche di simile entità sono evidenti nei cervelli Alzheimer rispetto a quelli di controlli della stessa età. Poiché la velocità di polimerizzazione della tubolina dipende da legame che i dimeri di tubulina hanno con GTP, ne concludiamo che inalazione cronica di basse dosi di Hg0 possono inibire la polimerizzazione della tubolina, essenziale per la formazione dei microtubuli.




Peschanskaya IV, Golovko LA, Suprunovich VI, "Diversi complessi metallo-tioli e tioli-tioli con 8-mercaptoquilonine", Zh Anal Khim, 47 (4) 587-597, 1992

ABSTRACT
Una donna di 28 anni fu colpita da alopecia 2 mesi dopo l'inserimento di 3 nuove otturazioni di amalgama su vecchie. Test allergico al mercurio positivo. Dopo la rimozione delle otturazioni di amalgama e terapia di chelazione con DMPS i capelli ricominciarono a crescere.

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ABSTRACT

Una donna di 22 anni soffriva di alopecia, emicrania e raffreddori. Il test con DMPS mostrò un carico di mercurio di 496 mcg/g creatinina. Durante la rimozione di amalgama ci fu un peggioramento della alopecia. Il livello di mercurio scese a 42 mcg/g creatinina dopo terapia con DMPS. L'alopecia, i raffreddori e l'emicrania scomparvero. Non ci sono state ricadute finora.

 

 

* Klobusch J, Rabe T, Gerhard I, Runnebaum B, "Alopecia e inquinamento ambientale", Klinisches Labor, 1992, 38:469-476 (AQ20)

 

ABSTRACT

132 donne con differenti forme di alopecia (androgenetica, diffusa, areata) e diversi gradi di severità di alopecia sono state sottoposte a test con DMPS (per la determinazione di metalli pesanti nell'organismo), ad analisi del sangue per determinare presenza di pesticidi (pentaclorofenolo, lindane). Il 51% delle pazienti esaminate risultarono positive ad almeno un metallo pesante. Il livello di mercurio era elevato almeno nel 49%, arsenico nel 9%, cadmio nel 2% e piombo nell'1%. L'escrezione di mercurio era correlata al numero di otturazioni dentali di amalgama. La percentuale di successo terapeutico a seguito di rimozione di amalgama fu del 68%, mentre la terapia non aveva avuto successo prima di allora. Elevate concentrazioni di pesticidi furono riscontrate nel 26% dei pazienti esaminati. 

 

 

Friese KH, "Veleno in bocca", Natura Med, 1992, 7 (4) 295-306

 

 

 

 

 


* Pleva J, "Corrosione e rilascio di mercurio dalle amalgame dentali", J Orthomol Med, 1989, 4(3) 141- 158 (TT31)

ABSTRACT
Il tipo comune di amalgama è una lega contenente tipicamente in peso percentuale mercurio=50, argento=35, stagno=10, più rame e possibilmente zinco. Tipi di degradazione d'amalgama riportate sono corrosione della fessura, corrosione selettiva, corrosione galvanica di contatto con leghe diverse, e usura meccanica. Esperimenti di laboratorio descritti nella letteratura odontoiatrica dimenticano spesso un importante numero di fattori che influenzeranno la corrosione delle otturazioni dentarie. Questi sono, ad esempio, usura, variazioni di pressione dal contatto nell'addentare qualcosa, aumento di temperatura, esposizione ad acido e sale, e contatti galvanici con metalli diversi. Lo scopo del presente lavoro era di condurre delle indagini su un numero di otturazioni all'amalgama rimaste in bocca per diversi anni. Sono state date delle stime sui quantitativi di mercurio corrispondenti all'intensità stimata di un attacco di corrosione. I quantitativi di mercurio sono comparati ai limiti raccomandati di massima esposizione giornaliera nel cibo e nell'aria. Metodo sperimentale: Parti di 22 otturazioni all'amalgama di 15 persone sono state raccolte ed esaminate. I donatori sono stati selezionati da un gruppo di 250 persone, tutte portatrici di grossi quantitativi di amalgama. Le informazioni di base e la storia sulla loro salute sono state ottenute attraverso un questionario. Il gruppo di controllo consisteva in 10 persone dai 30 ai 60 anni, che non avevano mai avuto alcuna ricostruzione all'amalgama. Nessuno del gruppo di controllo aveva sperimentato più di 3 dei 30 sintomi specifici sul questionario sulla salute. Una valutazione statistica sul materiale del paziente sarebbe stato soggetto di un saggio seguente. Le otturazioni di amalgama rimosse sono state esaminate per attacchi da corrosione sia attraverso microscopio ottico sia attraverso un microscopio a scansione elettronica (SEM) tipo JEOL JSM 840, attrezzato di sistemi EDAX o LINK per l'analisi della dispersione energetica dei raggi X (nuovo EDX). Sono stati esaminati sia la morfologia dell'attacco che le composizioni chimiche delle otturazioni d'amalgama a diversi livelli. Risultati: tutte le otturazioni d'amalgama ottenute hanno dimostrato l'annerimento della superficie delle crepe adiacenti la cavità del dente e talvolta anche delle superfici esterne. Le superfici grigio-nere erano state corrose da attacchi generali e in alcuni punti sono state osservate delle rotture. L'analisi della Dispersione dell'Energia dei raggi X dei prodotti di corrosione hanno mostrato una considerevole diminuzione di contenuto sia di mercurio sia di argento, in qualche punto fino alla totale scomparsa. Tipi, gradi e profondità di corrosione sono descritti dettagliatamente. Sono state misurate anche le potenzialità di corrosione delle otturazioni di amalgama in pazienti che presentavano anche riparazioni in oro. Discussione: il destino del mercurio sotto varie condizioni ed influenze viene descritto molto dettagliatamente. Questo include perdita di mercurio dalla amalgama fase gamma-2 e dalla non-gamma-2, evaporazione del mercurio dalle otturazioni, separazione di mercurio, e l'influenza degli accoppiamenti galvanici. Conclusioni: Sulla base della profondità della corrosione, il tipico rilascio stimato da 1 cm2 di superficie di amalgama è di 10-20 µg di mercurio al giorno. Il contatto con una riparazione d'oro causa un rilascio di ulteriori 250 µg di mercurio al giorno. Se viene considerata la masticazione, il rilascio di mercurio, calcolato in base alla legge di Faraday, dalle correnti di corrosione può raggiungere alcune centinaia di microgrammi per 1 cm2 al giorno. Confrontando con i noti valori di tossicità, il mercurio delle otturazioni all'amalgama presenta un sostanziale contributo al carico di mercurio nel corpo. La rimozione dell'amalgama si conclude con il sollievo dai sintomi che accadono notoriamente per esposizione cronica ad amalgama.

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