letteratura amalgama 8

Schuurs AH, Davidson CL, "Fonti di mercurio" Rev Belge Med Dent 48(4):8-16 (1993)

 

ABSTRACT 

Il mercurio ed i suoi composti derivanti da molte fonti, tra le quali l'amalgama dentale, sono presenti ovunque, di solito in basse concentrazioni. Il mercurio viene assorbito tramite inalazione, ingestione e contatto con la pelle dall'aria, dal cibo e dall'acqua. Una vasta porzione della popolazione lo assorbe pure dai vapori e dalle particelle provenienti dalle riparazioni con amalgama. Il mercurio può provocare allergie e causare reazioni tossiche. Presumibilmente grazie ai mass media ed istigati dagli agopuntori, un numero sconosciuto di pazienti attribuisce una vasta casistica di malattie alle riparazioni effettuate con amalgama. Molte malattie comunque non presentano i sintomi di avvelenamento da mercurio. Se le amalgame davvero sono alla radice di tali malattie, questo materiale deve essere bandito. In più, per la popolazione dei Paesi Bassi viene stimato che 70-120 milioni di otturazioni all'amalgama dovrebbero essere sostituite da un altro materiale. La questione dunque è quale materiale debba essere usato per realizzare questo compito immane ed oneroso.

 

 

 

 

Schwarzkopf H, "Zahnarztliche Materialen und krebs", Erfahrungsheilkunde 1959; (10): 489-93

 

caso 1: Uomo di 55 anni; 4 otturazioni di amalgama ed una corona di acciaio; granuloma apicale alla radice del dente; all'età di 32 anni intervento chirugico per cancro gastrico, ricaduta all'età di 47 anni; le otturazioni di amalgama furono rimosse, il dente con corona di acciaio estratto: dopo 2 mesi non c'era più tumore, né dolore, guadagnò peso corporeo, lavorava ancora 7 anni dopo.

caso 2: Donna di 66 anni; 2 otturazioni di amalgama e dispositivo di acciaio; cancro uterino, trattata con raggi X 3 anni prima, cattiva salute. Lombaggine, dolore addominale; i denti con amalgama e dispositivo di acciaio furono estratti; il dolore cessò in 3 settimane. 6 anni dopo senza ricadute.

caso 3: Donna di 38 anni; 8 otturazioni di amalgama; cancro uterino, trattato con raggi X. Costretta a letto. Intenso dolore alla schiena e alle gambe; tutte le otturazioni furono rimosse in 3 giorni. Il dolore si attenuò in 1 mese.

caso 4: Donna di 28 anni; 8 amalgame ed 1 corona di oro; dolore cardiaco e reumatico; il dolore cessò immediatamente dopo la rimozione della corona di oro. Una settimana dopo le 8 otturazioni di amalgama furono rimosse in 4 giorni: ci fu un violento dolore cardiaco per 3 giorni, poi tutti i sintomi cessarono, non ci sono state ancora ricadute dopo 4 mesi”.

 

 

 

 

Schwarzkopf H, "Sind alle Zahnfullungen unschadlich?", Zeitschrift fur angewandte Okologie 1965; 48/49): 413-4

 

caso 1: Donna di 40 anni; 22 otturazioni di amalgama; operata per cancro uterino, recidiva dopo 6 mesi, la soluzione fu la rimozione delle otturazioni di amalgama, senza ricadute dopo 3 anni.

caso 2: Donna di 33 anni; 6 otturazioni di amalgama; battito cardiaco mancante ogni 5 o 6 colpi. Perdita di peso, indebolimento; le otturazioni di amalgama furono sostituite; risultati: battito cardiaco regolare, guadagnò 5 kg in 11 settimane. Senza problemi ancora 7 anni dopo.

caso 3: Donna di 35 anni; 2 otturazioni di amalgama; amenorrea, grave mal di testa; la rimozione delle otturazioni di amalgama portava alla guarigione, senza ricadute dopo 6 anni.

caso 4: Donna di 30 anni; 14 otturazioni di amalgama; dismenorrea; la rimozione delle otturazioni di amalgama fece normalizzare le mestruazioni.

caso 5: Donna di 39 anni; 3 otturazioni di amalgama; tireotossicosi ed endocardite, 125 battiti cardiaci al minuto, pelle giallognola, perdita di peso; 2 settimane dopo la rimozione delle otturazioni di amalgama il battito cardiaco a 96, a 72 dopo 6 mesi, guadagnò 13 kg di peso corporeo.

caso 6: Uomo di 67 anni; mascella inferiore con 4 larghe otturazioni di amalgama ed una corona d'oro, dentatura superiore di oro; 5 mesi di dolori sempre maggiori ad entrambe le gambe. Peggioramento nelle ultime settimane con g

rave dolore cardiaco e problemi respiratori; le otturazioni di amalgama furono rimosse e ci fu un immediato miglioramento. In 1 mese il dolore era solo il 20% di prima”.

 

 

 

 

* Siblerud RL, "Effetti sulla salute della rimozione dell'amalgama dentale", J Orthomol Med 5 1990 95-106 (AC50)

 

ABSTRACT

Il mercurio si accumula nei tessuti dopo il rilascio dalle otturazioni di amalgama. Il mercurio è uno dei più tossici elementi che esistono e molti tipi di problemi di salute sono correlati con l’intossicazione da mercurio. Ha una forte affinità per i gruppi sulfidrilici incidendo così sull’attività biologica di molte proteine e enzimi. Molti aspetti della fisiologia e della salute possono essere affetti dal mercurio, tra cui il sistema immunitario, cardiovascolare, gastrointestinale i cromosomi, ormoni e sistema nervoso (con sintomi sensoriali, motori o emozionali). Se il mercurio dall’amalgama dentale causa problemi di salute, questi potrebbero scomparire dopo la rimozione di amalgama. In questo studio è presentata conferma che la salute migliora dopo al rimozione di amalgama.

 

 

 

 

Siblerud RL, "Relazione tra mercurio da amalgama dentale e salute", Toxic Substances Journal 10:425-444 (1990b)

 

ABSTRACT 

Le scoperte qui presentate mostrano come l'avvelenamento dal mercurio presente nell'amalgama dentale possa avere un ruolo nell'eziologia di molti disturbi di salute. È stata svolta una comparazione di 125 sintomi tra un gruppo di soggetti con amalgama ed uno di controllo senza amalgama. I 47 soggetti portatori di amalgama hanno riportato un totale di 45% (P=0.0001) di sintomi in più per soggetto rispetto al gruppo di controllo formato da 48 persone senza amalgama con un simile profilo di età e sesso. Tali sintomi furono: minore felicità, minore serenità, scarsa abilità di lettura, alito cattivo, tremori, raffreddori ed infezioni alle vie respiratorie, dolori al petto o al cuore, bruciore di stomaco, dolori mestruali, collera improvvisa, depressione, irritabilità, spossatezza, stanchezza mattutina, rinite allergica, vista notturna ridotta e disturbata, sapore metallico in bocca. La maggior parte di questi sintomi può essere spiegata come tossicità da mercurio. Viene quindi dimostrato come l'avvelenamento da mercurio inorganico incide sulla salute. 

 

 

 

 

* Siblerud RL, Kienholz E, "Dimostrazione che il mercurio da otturazioni dentali d'argento può essere un fattore eziologico nella sclerosi multipla", Sci Total Environm 142 1994 191-205 (AU37)

 

ABSTRACT (Rocky Mountain Research Institute, Inc., Fort Collins, CO 80524)

Questo studio investiga l'ipotesi che il mercurio da otturazioni dentali d'argento (amalgama) possa essere posto in relazione con la sclerosi multipla (SM). Vengono confrontate le analisi del sangue in soggetti affetti da SM cui sono state rimosse le amalgame e in soggetti SM con amalgame. Questi ultimi hanno presentato valori significativamente più bassi dei globuli rossi, emoglobina ed ematocrito rispetto ai soggetti cui l'amalgama è stata tolta. I livelli di tiroxina nel gruppo SM con amalgama erano pure significativamente più bassi così come i livelli di linfociti-T totali e T-8 (CD8) suppressor. Il gruppo SM con amalgama ha elevati valori di urea nel sangue e bassi di IgC nel siero. La quantità di mercurio nei capelli era più elevato nei soggetti SM rispetto al gruppo di controllo non SM. Un questionario sullo stato di salute dimostra che i soggetti SM con amalgama hanno avuto un significativo aggravamento negli ultimi 12 mesi se comparati con i volontari SM cui è stata rimossa l'amalgama. Lo studio prende in considerazione pure le correlazioni epidemiologiche tra carie dentali ed SM; così come il mercurio possa essere una causa dei cambiamenti patologici e psicologici riportati nella sclerosi multipla.

 

articoli correlati: mercurio e SM

 

 

Mauch E, "Umweltgifte und multiple sklerose", Der Allgremeinarzt, 1996, 20:2216-2220

 

ABSTRACT: Un gruppo di 67 pazienti con SM sono stati analizzati relativamente alla presenza di metalli in traccia nel sangue e confrontati con un gruppo di controllo di 62 individui sani. I livelli medi di mercurio nel sangue dei pazienti con SM era 3 volte maggiore rispetto a quello del gruppo di controllo.

 

 

 

 

 

** Siblerud RL, "Relazione tra mercurio da amalgama dentale ed il sistema cardiovascolare", Sci Total Envir 99 1990 23-35 (AH23)

 

ABSTRACT 

Le scoperte qui presentate rivelano che l'avvelenamento da mercurio proveniente da amalgama dentale può avere un ruolo nell'eziologia di disturbi cardiovascolari. Comparazioni tra soggetti con e senza amalgama dimostrano che i portatori di amalgama hanno pressione sanguigna significativamente più alta, frequenza cardiaca più bassa, emoglobina più bassa, e ematocrito più basso. Emoglobina, ematocrito e globuli rossi sono significativamente più bassi quando correlati all'aumentare della concentrazione del mercurio nelle urine. I soggetti con amalgama hanno una maggiore incidenza di dolori al petto, tachicardia, anemia, spossatezza, si stancano facilmente, sono stanchi la mattina. I dati indicano che l'avvelenamento da mercurio inorganico derivante da amalgama dentale affligge il sistema cardiovascolare.

 

 

articoli correlati: mercurio e sintomi cardiovascolari

 

 

Dahhan SS, Orfaly H, "Alterazioni elettrocardiografiche nell'intossicazione da mercurio", American J. of Cardiology, 14: 178-183, agosto 1964

 

ABSTRACT

L'esame elettrocardiografico di 42 vittime dell'intossicazione da etilmercurio nell'episodio in Iraq del 1960: 24 donne, 18 uomini; 28 erano di età inferiore ai 20 anni. Le alterazioni ECG risultarono leggere in 5 casi; moderate in 10 casi; severe in 21 casi; molto severe in 6 casi. Il risultato maggiore fu il riscontro di una depressione del segmento S-T con o senza alterazioni dell'onda T, seguito da allungamento dell'intervallo Q-T. Furono anche trovati arritmie, battiti centricolari ectopici e tachicardia ventricolare parossismale. Questi furono attribuiti al danno del mercurio al nodo sinoauricolare, al sistema di conduzione elettrica del sangue e ad ischemia miocardica.

 

 

De Bruin A, "Tossicologia biochimica di agenti ambientali", pp575-576, 702-703, Elsevier 1976

 

ABSTRACT

Dopo esposizione per inalazione al mercurio, animali da laboratorio mostrano elevati livelli di colesterolo nel plasma dei capillari dell'aorta. Nell'intossicazione con vapori di mercurio si riscontra una modalità di deviazione nell'attività enzimatica del muscolo del cuore essenzialmente identica a quella osservata in altri organi. Nei conigli c'è una diminuzione netta nell'intensità delle reazioni per gli enzimi della respirazione e di ATPase nel muscolo cardiaco. Esterasi non specifiche di solito mostrano un aumento durante mercurialismo su animali di laboratorio. Si può ipotizzare perciò che la respirazione miocardica e la fosforilazione ossidativa siano gravemente danneggiate nell'intossicazione cronica da mercurio; basandosi sul corollario che c'è una riduzione del rifornimento di energia per la contrazione del muscolo del cuore. Conigli intossicati da mercurio mostrano anomalie evidenti nell'andamento ECG, apparentemente mediato dall'abolizione di ATPase nelle membrane miocardiche, cosa che deteriora il trasporto cationico nella membrana dal sangue al sarcoplasma. 

 

 

Kussmaul A, "Untersuchungen ueber den constitutionellen mercurialismus und sein Verhaeltniss zur constitutionellen Syphilis", Wuerzburg, 1861

 

Nell'intossicazione da mercurio sarà colpita l'attività dei muscoli involontari. Insieme con una debolezza dei muscoli involontari, ci sarà in generale sempre un disturbo al cuore. Molti osservatori hanno notato che il polso sarà più lento. Il cambiamento più comune è la grande labilità. La velocità a riposo è di 60-70 battiti / minuto, ma alla minima agitazione la velocità salirà rapidamente a 80-100. A volte c'è una netta tachicardia. Spesso il polso è debole ma tremore muscolare e sapsmi inficiano o rendono impossibile fare una determinazione. Può avvenire a volte perdita di coscienza che in alcuni casi è la conseguenza di attività cardiaca profondamente danneggiata.

 

 

Orlowski JP, Mercer RD, "Livelli di mercurio nelle urine nel morbo di Kawasaki", Pediatrics, 66(4):633-636, Oct 1980

 

ABSTRACT: Sono stati esaminati i livelli di mercurio nelle urine di sei pazienti diagnosticati con il morbo di Kawasaki (MK). Il gruppo di controllo era costituito da sei individui di età, sesso e locazione geografica corrispondente. La comparsa della sindrome dei linfonodi mucocutanei (Morbo di Kawasaki) è stata relazionata con condizioni ambientali di inquinamento da mercurio. I sintomi clinici del morbo di Kawasaki sono nettamente simili a quelli di Acrodinia, una sindrome notoriamente dovuta al mercurio. I sei pazienti avevano livelli di mercurio urinario considerevolmente elevati rispetto a quelli del gruppo di controllo. Ad un paziente è stata somministrata penicillamina per chelare il mercurio dal corpo; i suoi livelli di mercurio urinario sono aumentati ed il paziente è guarito. Le anomalie patologiche dei pazienti includevano: infarto miocardico, elettrocardiogrammi anormali, blocco A-V, contrazione ventricolare prematura, miocardite e aneurismi delle arterie coronarie.

 

 

Ottingen W von, "Intossicazioni: Una guida alla diagnosi e trattamento clinico", 2nd Ed. Saunders Co, London 1958

 

Nell'intossicazione da mercurio possono essere osservati disturbi vascolari e cardiaci caratterizzati da endoarterite nei capillari più piccoli.

 

 

Rieselman SD, "Einfluss der quecksilberintoxikationauf die inneren organe", Arch Gewerbepathol, 1:496, 1930

 

Una delle più importanti e più temute conseguenze dell'intossicazione acuta da mercurio è, come ben noto, un effetto paralizzante sul cuore e sulla circolazione, seguita da riduzione della pressione sanguigna e morte. L'incidenza piuttosto comune di tali alterazioni in lavoratori vittime di intossicazioni acute è stata confermata da numerosi dati anamnesici e dalle nostre analisi sul sistema vascolare.

Abbiamo trovato che nel 48% dei lavoratori c'era una condizione di insufficienza dei capillari coronari. La condizione del muscolo del cuore è stato clinicamente esaminato e abbiamo potuto dividere i lavoratori in due gruppi; il primo con danni al muscolo (cardiomiopatia) ed il secondo con alterazioni della regolazione nervosa (cardioneuropatia). L'analisi elettrocardiografica di alcuni lavoratori ha confermato la diagnosi di insufficienza muscolare cardiaca.

L'esposizione al mercurio porta ad una riduzione di pressione del polso, indicando che il cuore lavora con efficienza limitata e che lo svuotamento nel sistema arteriale è incompleto durante la fase sistolica. Questo, a sua volta, indica una bassa permeabilità delle arterie capillari.

 

 

Sorensen N, Murata K, Budtz-Jorgensen E, Weihe P, Grandjean P, "Esposizione prenatale a metilmercurio quale fattore di rischio cardiovasculare all'età di 7 anni", Epidemiology, liglio 1999;10(4):370-5 

 

1.000 bambini nati nello stesso periodo nelle Isole Faroe sono stati esaminati relativamente all'esposizione prenatale al metilmercurio e, all'età di 7 anni, sono state misurate pressione sanguigna, battito cardiaco e range di variabilità del battito cardiaco. I valori di pressione sanguigna diastolica e sistolica aumentavano di 13.9 mmHg e 14.6 mmHg in corrispondenza di aumento dei valori di esposizione fetale (misurati sette anni prima) di 1 e 10 mcg/l nel sangue del cordone ombelicale. Il peso alla nascita agiva da modificatore, essendo l'effetto del mercurio più forte con il diminuire del peso corporeo. Nei ragazzi, la variabilità del battito cardiaco diminuiva aumentando l'esposizione al mercurio, in particolare livelli maggiorati di 1 e 10 mcg/l di sangue del cordone ombelicale, la variabilità andava da 68% al 95%. Questi risultati suggeriscono che l'esposizione prenatale al metilmercurio può danneggiare lo sviluppo dell'omeostasi cardiovasculare. La pressione sanguigna nell'infanzia è un importante strumento diagnostico del rischio di ipertensione in seguito nella vita, e l'esposizione al mercurio è un importante potenziale fattori di rischio. 

 

 

Trakhtenberg IM, "Effetti cronici del mercurio sugli organismi", Chap VI:109-134, DHEW Publ. No (NIH) 74-473, 1974

 

Un certo numero di indagini su umani esposti cronicamente a basse concentrazioni di vapore di mercurio ha rivelato alcuni effetti cardiovascolari: tachicardia, polso instabile, fluttuazioni cardiovasculari, diminuzione di tono dei capillari sanguigni, aumenti e diminuzioni di pressione sanguigna, insufficienza cardiovascolare, dolore in prossimità del cuore.

 

 

Wobetamann W, Kohl M, Gruning G Bucsky P, "Intossicazione da mercurio con manifesta ipertensione e tachicardia", Arch Dis Child, giugno 1999; 80(6):556-557

 

ABSTRACT (Reparto di Pediatria, Università Medica di Lubecca, 23538 Lubecca, Germania)

Una bambina 11 anni è presentata con ipertensione e tachicardia. Eccessiva escrezione urinaria di catecholamine si suggerisce feocromocitoma ma studi visivi non dimostrano la presenza di un tumore. Altri sintomi includono insonnia e perdita di peso, ed un aumento della concentrazione di mercurio nel sangue e nelle urine. L'intossicazione da mercurio è da prendere in considerazione nella diagnosi differenziale dell'ipertensione con tachicardia anche in pazienti che non presentino le lesioni della pelle tipiche di intossicazione da mercurio e senza una storia con esposizioni evidenti.

 

 

Wronsli R, Hartmann F, "Uber eien besondere verlaufsform der panarteritis nodosa bei chronisch-scleichender quecksilbervergiftung", Dtsch Med Wschr, 102:233, 1977

 

Una donna di 50 anni che per più di 10 anni aveva lavorato come assistente in una clinica odontoiatrica aveva sviluppato intossicazione cronica al mercurio. I sintomi più marcati erano alterazioni psichiche e neurologiche, eretismo, tremore e psellisimus mercurialis. Successivi sviluppi hanno mostrato disturbi della circolazione arteriale, dolori addominali e polineuropatia. Queste manifestazioni cliniche erano indicazione di panarteritis nodosa. Una biopsia ha fornito la conferma di questa diagnosi. La panarteritis nodosa può essere considerata uno speciale sviluppo dell'intossicazione cronica al mercurio.

 

 

 

 

 

** Siblerud L, "Relazione tra mercurio da amalgama dentale e salute della cavità orale", PhD dissertation, Department of Physiology at Colorado State University, 1988 (AH26)

 

ABSTRACT

La comparazione tra soggetti con e senza amalgama ha dimostrato differenze significative nelle malattie della bocca. Il gruppo a cui sono state rimosse le amalgame hanno denunciato un totale di 125 sintomi di affezioni alla cavità orale prima della rimozione. Nel successivo periodo di 10 mesi il 32% dei sintomi sono scomparsi ed il 54% hanno subito un miglioramento. Il sapore metallico migliorò o fu eliminato in 30 su 32 casi. Il sintomo di bruciore nella bocca fu eliminato in 4 casi su 10 ed migliorò in altri 6. L'aumento della salivazione, che è un sintomo comune dato dalla tossicità del mercurio, migliorò in 6 degli 8 soggetti. Malattie periodontali migliorarono o scomparvero in 6 casi su 7. Malattie gengivali migliorarono in 4 volontari. Alito cattivo scomparve in 6 su 18 e migliorò in altri 8 casi. Dei 23 soggetti con gengive sanguinanti, 19 di essi migliorarono o guarirono completamente.

CONCLUSIONI: Molti sintomi comuni di avvelenamento da mercurio inorganico sono relazionati a malattie della cavità orale. I dati presentati fanno supporre che il rilascio di vapori di mercurio da parte delle amalgame dentali può causare tossicità da mercurio e produrre danni alla salute orale. Il mercurio dentale può essere un pericolo significativo per la salute. I dentisti dovrebbero considerare la tossicità del mercurio come possibile causa nel trattamento di alitosi, denti fragili, aumento della salivazione, gengive sanguinanti, bruciori alla bocca e malattie periodontali.

 

 

 

 

* Simonsen RJ, "Editoriale: Basta con l'amalgama, finalmente!", Quintessence International, Vol. 26, n.3 / 1995 p.157 (BE51)

 

"Arriva il momento in cui le tecniche cliniche di routine devono essere cambiate grazie a nuove tecnologie, ricerche cliniche, nuovi materiali, progressi di tecniche e procedure. Non riuscire a progredire a causa della pigrizia o resistere basandosi sulle abitudini e tradizioni, o semplicemente aver paura del cambiamento, è contrario alla responsabilità professionale verso il pubblico. La necessità di un tale cambiamento è attuale per la procedura operativa clinica standard del trattamento delle otturazioni dentali e l'uso di amalgama. È giunto il tempo di dichiarare che l'amalgama non venga più ad essere utilizzata come materiale di ricostruzione. Perché? Perché esistono alternative migliori. I passi da gigante fatti da diversi produttori nello sviluppo di eccellenti resine composite hanno dato all'odontoiatria migliori alternative alla amalgama, per la cura delle carie. La ragione più importante è, per me, la capacità di eseguire riparazioni di cavità molto più conservative con i migliori materiali alternativi".

 

 

 

 

 

Skare I, Engqvist A, "Otturazioni in amalgama: una importante fonte per l'esposizione umana a mercurio ed argento", Läkartidningen 89 no 15 1992 1299-1301 (AL23)

 

ABSTRACT (Istituto Nazionale per la Salute nel Lavoro Stoccolma, Svezia)

Per dieci individui sani, non esposti al mercurio a causa del loro lavoro, il numero delle superfici di amalgama da otturazione fu posto in relazione alla espulsione giornaliera di mercurio totale ed argento attraverso urina e feci. Le loro escrezioni fecali di mercurio ed argento variarono tra 1 - 190 mcg Hg/24 h e 4 - 97 mcg Ag/24h, rispettivamente. Il mercurio escreto tramite feci ammontò a venti volte l'escrezione urinaria corrispondente. L'individuo che portava la quantità maggiore di mercurio ebbe una escrezione fecale di mercurio totale che era cento volte maggiore il valore medio di Hg-totale nella dieta normale svedese (2 mcg Hg/24h). Utilizzando i nostri dati, una persona con una quantità media di amalgama dovrebbe dimostrare una escrezione fecale di Hg-totale di 60 mcg Hg/24h, eccedendo così il valore tollerabile di assunzione tramite il cibo (45 µg Hg/ giorno).

 

 

 

 

* Skare I, Engqvist A, "Esposizione umana al mercurio e all'argento rilasciato dalle otturazioni dentali di mercurio", Archives of Environmental Health, 49(5), 384-394, 1994 (AZ15)

 

ABSTRACT (National Institute of Occupational Health Stockholm, Sweden)

In 35 individui sani, il numero di superfici di amalgama è stato confrontato con la velocità di emissione del mercurio nella cavità orale e con l'escrezione di mercurio nelle urine. Le emissioni orali raggiungevano i 125 mcg Hg/ 24 ore, mentre le escrezioni urinarie andavano da 0.4 a 19 mcg Hg/24 ore. In 10 casi sono state anche misurate le escrezioni urinarie e fecali di mercurio ed argento. Le escrezioni fecali andavano da 1 a 190 mcg Hg/24 ore e da 4 a 97 mcg Ag/24ore. Tranne che per i livelli di argento nelle urine, è stata stabilita una netta correlazione tra tutti i valori misurati ed il numero di otturazioni di amalgama. Il peggiore caso mostrava una escrezione fecale di mercurio che era 100 volte maggiore della dose giornaliera di mercurio in media assimilata dalla popolazione svedese. Relativamente ad un individuo di mezza età svedese, la stima dell'assorbimento sistemico medio di mercurio dall'amalgama è risultata essere 12 microg Hg/24 ore.

 

 

 

 

 

* Skare I, "Equilibrio di massa ed assunzione sistematica di mercurio rilasciato da otturazioni dentali all'amalgama", Water Air Soil Pollution, 80(1-4):59-67 (1995) (BF41)

 

ABSTRACT (Istituto Nazionale per la Salute nel Lavoro Stoccolma, Svezia)

Il rilascio di mercurio (Hg) da otturazioni dentali all'amalgama è stato verificato da molti autori. In questo studio è stato osservato il tasso di emissione di vapori di Hg0 nella cavità orale (O-Hg) ed il tasso di Hg secreto per via urinaria (U-Hg) di 34 individui sani. In dieci casi furono esaminate anche le escrezioni urinarie di argento (U-Ag) e le escrezioni di feci di Hg ed Ag (F-Hg, F-Ag). Tutte le variabili, eccetto U-Ag risultarono significativamente relazionate alla quantità di amalgama. Secondo questo studio, un individuo con una quantità di amalgama media (cioè punteggio di amalgama = 30), dovrebbe presentare i tassi di emissione seguenti: O-Hg=22, U-Hg=3, F-Hg=60 e F-Ag=27 µg/d (d=24 ore), riferiti ad una massa lorda di Hg di ca. 60 µg/d. L'assunzione sistematica corrispondente di Hg fu stimata essere di 12 µg/d basandosi su dati esterni che mettono in relazione le emissioni ad Hg0-vapore con le escrezioni urinarie di Hg. Il caso peggiore presentò una massa lorda di 200 µg Hg/d con un'assunzione sistematica di 70 µg Hg/d. Questi valori furono comparati all'apporto medio di Hg-totale nella dieta svedese (2 µg/d) ed al valore tollerabile di assunzione tramite il cibo (45 µg Hg/d). Riferendosi alla intera popolazione svedese (8 milioni), il dato suggerisce un'emissione fecale ed urinaria nell'ambiente di 100 kg Hg all'anno che si origina dalla quantità di mercurio apportata da otturazioni all'amalgama della popolazione, 90.000 kg di Hg ogni anno.

 

 

 

 

Snapp KR, Boyer DB Peterson LC, Svare CW, "Il contributo dell'amalgama dentale al tasso di mercurio nel sangue ", J Dent Res, maggio 1989; 68(5):780-5

 

ABSTRACT (Odontoiatria, Università dell'Iowa)

Abbiamo determinato l'esposizione a mercurio da amalgama dentale dalla comparazione dei livelli di mercurio nel sangue prima e dopo la rimozione di tutte le amalgame a dieci soggetti. Le concentrazioni di mercurio nel sangue furono misurate settimanalmente, da 4 a 18 settimane (media = 6.6 settimane) prima della rimozione. Tutte le amalgame furono rimosse in un'unica seduta. I soggetti avevano una media di 14 superfici di amalgama, sette delle quali erano di occlusione. La rimozione fu seguita da campionamenti sanguigni settimanali, da 5 a 18 settimane (media = 7.6 settimane). La concentrazione media di mercurio nel sangue dei dieci soggetti prima della rimozione era 2.18 (SD = 0.90) ng Hg/mL. I livelli di mercurio furono riferiti al numero di superfici di amalgama. Il coefficiente lineare di correlazione era 0.724 riferito al numero di superfici di occlusione, e 0.433 riferito al numero totale di superfici. Dopo la rimozione, nove dei dieci soggetti esibirono un calo statisticamente significativo del mercurio nel sangue, il 95% del livello iniziale. Il calo medio fu di 1.13 (SD = 0.60) il ng Hg/mL. Il tempo per l'eliminazione di mercurio dal sangue dopo la rimozione di amalgama era 30.2 (SD = 5.8) giorni. La rimozione delle amalgame portò ad un'esposizione supplementare di 1.46 (SD = 1.17) ng Hg/mL che scomparve rapidamente dal sangue in un tempo di 2.9 giorni. L'apporto quotidiano di mercurio proveniente da amalgama nei soggetti fu stimato essere di almeno 1.3 microgrammi.

 

 

 

 

 

Soh G, Chew CL, Lee AS, Yeoh TS, "Effetto termico sulla dissoluzione del mercurio da due amalgame dentali", J Oral Rehabil; marzo 1991; 18(2):179-83

 

ABSTRACT (Department of Operative Dentistry, National University of Singapore)

Vari fattori agiscono sul rilascio del mercurio dalle amalgame dentali. In questo studio abbiamo esaminato gli effetti della temperatura sul rilascio del mercurio dalle amalgame dentali, considerando un’amalgama mista ad alto rame (Contour) e una nuova amalgama esente da rame e stagno (Composil). Dieci campioni di forma cilindrica di ognuno dei due tipi di amalgama sono stati utilizzati, e sono stati divisi in due gruppi identici. I cinque campioni di ogni gruppo sono stati ognuno incubati in 10 ml di acqua distillata rispettivamente a 37 e a 60 ° C, con un cambio di acqua ogni 24 ore per un periodo di 8 giorni. La quantità di mercurio rilasciata da ogni campione di amalgama durante ogni periodo di incubazione è stata espressa in microgrammi cm2/ 24 ore. La quantità di mercurio rilasciata è stata stimata con spettrometria atomica a vapore freddo. I risultati dimostrano che i campioni incubati a 60 °C hanno rilasciato un maggiore quantitativo di mercurio rispetto a quelli incubati a 37 °C per entrambi i tipi di amalgama. Il rilascio di mercurio da Composil è stato significativamente maggiore di quello da Contour (P minore o uguale a 0.0001) per entrambe le temperature studiate. L’aumento della temperatura di incubazione ha causato un incremento non lineare del mercurio rilasciato dal Composil rispetto al Contour.

 

 

 

 

Soh G, Chew CL, Lee AS, Yeoh TS, "Influenza della concentrazione di ione idrogeno (pH) sulla dissoluzione di mercurio da amalgama dentale", Quintessence Int, marzo 1991; 22(3):225-8

 

ABSTRACT (National University of Singapore)

Sono stati individuati i potenziali rischi del rilascio di mercurio dall’amalgama dentale. Questo studio ha esaminato l’effetto della concentrazione di ione idrogeno sul rilascio del mercurio dalle amalgame dentali, considerando: un’amalgama mista ad alto rame e una nuova amalgama esente da rame e stagno. Campioni di ogni tipo di amalgama sono stati incubati in acido citrico con pH 2.5 o pH 7.0. I risultati mostrano che, per entrambi i tipi di amalgame, i campioni incubati a pH 2.5 hanno rilasciato una quantità di mercurio statisticamente maggiore rispetto a quelli a pH 7.0. Il rilascio di mercurio dalla amalgama senza rame né stagno è stato inoltre statisticamente maggiore (P < .0001) rispetto a quello dell’amalgama ad alto rame, relativamente ad entrambi i livelli di acidità.

 

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