Riabilitazioni protesiche e implantologiche metal free

L’utilizzo di restauri protesici fissi metal free (senza metallo) è notevolmente aumentato negli ultimi anni. L’avvento nel panorama odontoiatrico di nuovi materiali ceramici e le crescenti aspettative estetiche dei pazienti spingono gli odontoiatri a modificare la loro pratica clinica costantemente. E se i restauri metallo-ceramici sono ancora considerati il gold standard nella riabilitazione protesica fissa, le ceramiche integrali trovano sempre nuove indicazioni.
In un ottica di odontoiatria "olistica" possiamo parlare di odontoiatria metal free solamente quando anche l'impianto dentale che andiamo a utilizzare, quando necessario, non è di metallo. vedi casi clinici
L'odontoiatria accademica considera la riabilitazione metal free, la riabilitazione protesica (corona e moncone implantare) mentre l'impianto dentale (vite nell'osso) risulta ancora essere costituita di una lega di titanio. La vera riabilitazione protesica metal free deve essere coadiuvata anche da impianti non metallici.
Oggi sono disponibili impianti in zirconio come lo stesso che viene utilizzato per le corone metal free e questo ci permette di sviluppare veri trattamenti olistici con materiali altamente biocompatibili.
I vantaggi di poter sviluppare riabilitazioni interamente in zirconio e ceramica sono i seguenti:

    eliminare fenomeni allercici causati dai metalli
    impedire la diffusione dei metalli nell'organismo
    eliminare i fenomeni di galvanismo dovuti alle leghe metalliche utilizzate in odontoiatria.

Diventa quindi necessario conoscere le caratteristiche fisiche, meccaniche dei nuovi materiali, e quali modifiche delle procedure cliniche sono richieste, dal'inserimento dell'impianto alla cementazione della corona.
L'utilizzo di questa tipologia di impianti, vista la complessita della tecnica chirurgica e della metodica di utilizzo, resta prerogativa di quei clinici che accettano di accollarsi i rischi e le problematiche legate allo sviluppo di ogni nuova tecnologia.

APPROFONDIMENTO....

IMPLANTOLOGIA OLISTICA IN OSSIDO DI ZIRCONIO BIOCOMPATIBILE

Si sta sempre più affermando anche in Italia, l’utilizzo degli impianti in ossido di zirconio, materiale altamente biocompatibile, appartenente alla famiglia delle bio-ceramiche (ZrO2-TZP/TZP-ABio HIP, secondo la norma ISO13356). Tuttavia gli ossidi di zirconio non sono tutti uguali. Durante la produzione dei componenti di questi impianti in monoblocco, la scelta della materia prima, nonché la padronanza del processo di pulitura e di realizzazione, sono d’importanza fondamentale al fine di ottenere un bio-materiale che è in grado di raggiungere una resistenza alla flessione notevolmente superiore a quella del titanio. Inoltre, la nano-radioattività di questo ossido di zirconio è di 100 volte inferiore a quella basale, cioè naturalmente presente, del corpo sano.

Si tratta di un prodotto relativamente recente (utilizzato in ambito clinico da oltre 5 anni) ma, certamente, dall’enorme portata innovativa, che presenta numerosi vantaggi rispetto ai tradizionali impianti in titanio, in termine di: biocompatibilità, osteointegrazione, caratteristiche meccaniche ed estetiche, nonché in perfetto accordo con la filosofia degli odontoiatri olistici che, in genere, aborriscono l’implantologia eseguita con i metalli (qualsiasi essi siano) per via dei noti problemi sopra evidenziati.

Questa rivoluzionaria alternativa agli impianti tradizionali, si può apprezzare ancora prima di avere un impianto posizionato nella propria bocca.

Olos significa globale: se la scelta di operare in modo olistico in odontoiatria non fosse coerente con la pratica clinica quotidiana, allora che serietà ma, soprattutto, che differenza dall’allopatia odontoiatrica ci sarebbe in tale modus operandi? Le indicazioni di tali impianti sono sostanzialmente: riabilitazione orale funzionale ed estetica di pazienti con edentulia parziale o totale, impianti a persone intolleranti ai metalli, o la volontà di risparmiare del tessuto naturale dei propri denti sani. Il tempo di osteointegrazione e di carico masticatorio varia dai 3 ai 6 mesi. Normalmente, i costi e le controindicazioni sono sovrapponibili a quelli dell’implantologia allopatica tradizionale.

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